Naro: una Citta' da amare per la sua Storia.....

Naro è una ridente cittadina in provincia di Agrigento, da cui dista circa 30 Km. Adagiata su un colle a 596 m. sul livello del mare, ha origini antichissime che si perdono nella notte dei tempi tanto da sfiorare la leggenda. Visita questo sito e farai un salto nella storia. Naro ottenne il titolo di città nel 1525 quando, per petizione presentata al Real Parlamento di cui Naro occupava il 18º posto del braccio demaniale dal magnifico naritano Don Girolamo D’Andrea, si vide concedere tale titolo (fino ad allora si chiamava “terra del demanio di Naro”) da Carlo V, che per mezzo del suo viceré, il Duca di Monteleone concesse alla città anche il privilegio del Mero e Misto Impero, autorizzandola quindi ad esercitare giustizia civile e penale da sé (di tale privilegio godevano all’epoca solo Palermo e Messina in tutta la Sicilia). Nel 1615 venne nominata capo comarca dal Parlamento Generale svoltosi a Palermo. Nel 1645 ottenne anche il privilegio del Bussolo Senatorio (da qui la sigla S.P.Q.N. nello stemma della città), tramite il quale i giurati e i patrizi venivano eletti ogni anno direttamente dal consiglio cittadino e i primi prendevano il titolo di senatori. Il XVII e il XVIII secolo rappresentano un periodo di particolare splendore per la città, durante il quale i diversi ordini monastici presenti costruirono o rinnovano diverse chiese e monasteri che caratterizzano tuttora il tessuto urbano della città attuale.

 

Stato: Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Agrigento
Coordinate: 37°17′41″N 13°47′40″E
Altitudine: 596 m s.l.m.
Superficie: 207,33 km²
Abitanti: 8.286 (Aprile 2010)
Densità: 40,19 ab./km²
Comuni contigui: Agrigento, Caltanissetta (CL), Camastra, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Delia (CL), Favara, Licata, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Sommatino (CL)
CAP: 92028
Nome abitanti: Naresi
Santo patrono: San Calogero
Giorno festivo: 18 giugno

 

“Naro può essere una storia o una favola: storia o favola, resta sempre un incanto.
Se la conosci, riesci ad amarla. Dimenticarla sarà impossibile, per un senso di diverso che sensibilizza come in una sospensione di cose sognate.
Antico e nuovo, non ti sembra d’aver distacco: il passato è un’estensione del surreale nel tempo del tuo vivere – e ti immergi in un’atmosfera che non ti sembra estranea, ma familiare da sempre.
Non ti spinge curiosità: vaghi presente essenza di tutto: sei e ti trovi dove hai voluto essere chissà da quando senza rendertene conto: sei in quella natura che ti accoglie in una anamnesi di ritrovo.
E ripensi d’esserci stato, in ogni luogo, anche se è la prima volta che fisicamente ti ci sei portato.
Né incantesimo né miracolo: è così e non sai spiegartelo, perché tutto l’insieme ti affascina e ti ama.
Da qualsiasi parte tu vieni, senti nell’avvicinarti la nostalgia di un richiamo.
È l’aria stessa che ti sospinge, il cielo, una mestizia commossa e un’allegria tenera che ti plasma carezzevole lo spirito e il pensiero.
Un viaggio e un soggiorno, planante nel tempo di un arcano, leggero, calmo, suadente.
Naro è nostalgia di un richiamo”.

(Tito Cimino)

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